BENI CULTURALI ROCCA IMPERIALE

BENI CULTURALI ROCCA IMPERIALE

Torre di guardia

Descrizione

La torre di guardia di rocca imperiale è una struttura a base quadrata, eretta durante il vice regno spagnolo. La sua forma quadrata, tipica di altre torri dello stesso periodo situate in Calabria, era ideale per l’istallazione dei cannoni da difesa. La torre è alta quindici metri e si trova nell’ area litorale di Rocca Imperiale.

______________________________________________________________________________________________

Torre Aragonese

Descrizione

La torre aragonese di Rocca Imperiale è una torre circolare ubicata nel centro storico, oggi adibita ad abitazione privata. Fu ereta nel XV sec. Dagli aragonesi come parte integrante della cinta muraria per la difesa della cittadina dagli attacchi dei corsari turchi.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta 

Descrizione

La prima chiesa di Rocca Imperiale sorse, come attesta il campanile, col nascere dell’abitato, al tempo dell’imperatore Federico II di Svevia nel secolo XIII (1239), poco dopo la realizzazione del Castello. In seguito ha subito rimaneggiamenti fino alla forma attuale. Presenta una facciata in stile romanico su vari liveklli in cui si apre un grande portale sovrastato da un rosone. Sul lato sinistro è presente una torre campanaria su cui si aprono due bifore per lato, mentre sul lato destro è collocata una piccola torretta con orologio. Piccola, di stile romanico puro, l’ingresso principale a nord e uno secondario sul lato opposto, occupava l’area dell’attuale sagrato ed aveva a destra la sagrestia. Davanti era uno spiazzo o una larga via da cui erano visibili le grandi incisioni paleografiche sotto la cornice apicale della torre campanaria, e nell’interno forse una sola navata e nudo era il presbiterio con l’altare maggiore. Loculi tombali dei sacerdoti e delle principali famiglie si aprivano sul pavimento e una cripta più giù, probabilmente in comune con quella dell’ospedale eretto dai Cavalieri Gerosolimitani nel secolo XIII, serviva per le deposizioni dei fedeli, che in caso di epidemie venivano sepolti attorno al tempio. Questo era dedicato, come lo è tuttora la parrocchia, a Santa Maria in Cielo Assunta e fu arricchito nei primi anni del Trecento di un protiro a soggetta su archi ad ogiva, di bifore a colonne tortili di marmo, ora deposte nel giardino Gavazzi, di un ampio rosone, di una statua, la cui testa è murata all’angolo del corso Vittorio Emanuele, di fronte alla casa Fortunato, e di affreschi, i resti dei quali si notano sotto un archetto del protiro attualmente incorporato nel pronao della nuova Chiesa.

______________________________________________________________________________________________

Porta di Mezzo

Descrizione

La porta di Mezzo è detta anche Porta della Crace, è una delle cinque porte d’ingresso di cui un tempo era dotata Roca Imperiale. Si trova presso l’antica Torre Aragonese, con cui era parte integrante del sistema difensivo della città. È l’unica porta giunta fino ad oggi, le altre Porta di Sopra, detta anche Porta Murorotto, Porta di Basso, Portella dell’Ospedale sono ormai scomparse da tempo.

______________________________________________________________________________________________

Museo delle cere

Descrizione

Ospitato all’interno dell’antico Monastero dei “Frati Osservanti”, il museo offre una sensazionale e suggestiva atmosfera grazie alla compresenza di elementi di misticità, vetustà e alla combinazione spettacolare tra il sacro ed il profano. Numerosi sono i personaggi, qui rappresentati con ricercata e acuta verosimiglianza a quelli che sono stati gli uomini simbolo del Novecento, che hanno contribuito a dare luce e spessore economico, artistico, culturale, politico, religioso e sociale al nostro Bel Paese e all’intero genere umano. Da Federico II di Svevia a De Gasperi, da Mussolini a Che Guevara, da Madre Teresa di Calcutta a Rita Levi Montalcini, da Giuseppe Verdi a Totò (principe Antonio de Curtis), tutti a grandezza umana con occhi di cristallo e capelli veri adornati da un vestiario più che reale, rappresentativo del nostro immaginario collettivo. Non mancano poi personaggi popolari che con le loro gesta hanno dato splendore e fama a tutta la comunità come ad esempio il pluridecorato milite Francesco Mesce: chiamato alle armi il 15 marzo 1920 e destinato al 63º Reggimento fanteria “Cagliari” a Torino, fu trasferito sul fronte francese, dove prese parte ai combattimenti dell’avanzata italiana nei territori francesi. Rimpatriato, si imbarcò per la Grecia, dove ricoprì l’incarico di artificiere nel Genio Artificieri e, dopo aver ricevuto la medaglia sul Fronte Greco-Albanese il 18 agosto 1943, gli fu concessa una licenza straordinaria. Ritiratosi a Rocca fu invitato, viste le sue capacità, a far brillare delle mine sotterrate dai tedeschi in ritirata dalla Sicilia. Nel tentativo di far brillare gli ordigni per tutelare la popolazione Rocchese rimase ucciso dallo scoppio di una seconda mina nascosta sotto la prima. Tra le pareti di quello che un tempo fu luogo di preghiera e di culto, completamente immersi nelle vestigia del già di per sé sensazionale Monumento, si respira un’aria trascendentale con le statue che evocano un contatto quasi umano.

______________________________________________________________________________________________

Musei

Il monastero di Rocca Imperiale Attualmente ospita le varie sezioni dei Musei

  • Museo delle Cere (espone ricostruzioni a grandezza naturali di molte personalità),
  • Museo del sapone (espone vecchie ricette e particolari saponi),
  • Museo Araldico (nomi e emblemi del ‘900),
  • Museo medievale (espone oggetti di epoca medioevale),
  • Museo Mineralogico (espone una vasta collezione di minerali proveniente da tutto il mondo),
  • Museo scientifico del Mare (espone fossili di vari animali marini),
  • Museo degli Artropodi (espone fossili di insetti e artropodi vari),
  • Museo della mitologia greca (espone ricostruzioni dei personaggi del mito greco),
  • Museo dei Fregi (Espone gradi e medaglie d’epoca).

______________________________________________________________________________________________

Monastero dei Frati Osservanti

Descrizione

Il monastero fu realizzato a Rocca Imperiale dal 1562 in gran parte dai Frati Minori francescani dall’osservanza Regolare. Al primo impianto fu aggiunto in seguito la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, i cui lavori furono ultimati nel 1583. Nl 1587 era figurante tra i monasteri presenti in Basilicata. Attualmente ospita le varie sezioni dei Musei di Rocca Imperiale.

______________________________________________________________________________________________

Antico Magazzino

L’antico magazzino di Rocca Imperiale è situato nella località marina. Fu costruito nel 1731 da Sabino crivelli, con una capacità di contenimento di 50.000 tomola di grano. Attualmente è inutilizzato.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa della visitazione della Beata Vergine Maria

Descrizione

Istituita nel 1964, venne retta nei primi anni dal parroco del paese Don Francesco Guarino; successivamente, dal Natale del 1967 fino all’agosto del 1984, venne affidata ai Padri Stimmatini per poi passare, a settembre del medesimo anno, all’attuale parroco Don Mario Nuzzi. Prima della presente costruzione moderna, era adibito a chiesa un capannone di fortuna; il 4 agosto 2001 fu finalmente inaugurata l’attuale opera architettonica i cui lavori sono stati seguiti in un primo momento dall’architetto Affuso, il cui progetto originario è stato completamente stravolto, e successivamente dall’architetto Forace. La struttura esterna ha l’aspetto di una nave orientata al porto, a testimonianza che la Chiesa è la nave che deve condurre al cielo i fedeli. La struttura interna ha forma di anfiteatro per dare la possibilità ai fedeli di avere una corretta ed equa visione delle celebrazioni liturgiche; la volta, in legno lamellare, crea figure geometriche che le danno un senso di dinamismo e mobilità, vista in tutta la sua profondità sembra una navicella spaziale elevata verso il Cielo.

La struttura presenta poi al suo interno alcune opere d’arte: Il Tabernacolo, (architetto Antonio De Prosperis) è stato completamente realizzato in loco intagliando a mano libera le tessere (pregiati materiali provenienti da Murano) che compongono il Mosaico. Quest’opera crea per mezzo della luce dei giochi di irraggiamento; al centro della porta vi è un cuore in bronzo argentato a testimonianza dell’amore di Dio. Esaminata poi accuratamente, la raggiera del mosaico crea grattacieli e casupole, testimonianza del fatto che la Luce di Dio deve illuminare sia le grandi città sia i piccoli paesi.

Il Paliotto dell’altare, anch’esso in bronzo, raffigura l’istituzione dell’eucaristia (Salvo). Dietro di esso un presbiterio (arch. Forace), in marmo con sedia per chi presiede le celebrazioni, raffigura il Colle del Calvario sul quale si erige il Cristo Crocefisso, 2.15 m di bronzo, realizzato dal Cagni.

A ridosso dell’altare troviamo un ambone, realizzato anch’esso dal Salvo, a forma di biga e raffigurante i simboli dei quattro Evangelisti: l’aquila, il leone, il bue e l’angelo. In prossimità dell’ambone vi è il Battistero, con la base in bronzo a tuttotondo raffigurante una colomba (simbolo dello Spirito Santo) che sostiene una grossa “coppa in marmo” dalle stesse tonalità cromatiche dell’altare, sormontata da un coperchio, anch’esso in bronzo, recante alle estremità un bassorilievo raffigurante San Giovanni Battista. Tutte le opere sono state realizzate con il contributo dei fedeli e di persone amiche.

______________________________________________________________________________________________

Castello Svevo

Descrizione

Il Castello di Rocca Imperiale è un imponente fortezza medievale, situato nella parte più alta del centro storico.

È una struttura a pianta quadrangolare con bastione e torre merlata, fu fatto costruire dall’imperatore Federico II di Svevia, come punto di difesa dell’aerea e come luogo di dimora imperiale, durante gli spostamenti dalla Sicilia alla Puglia. Il presidio del castello fu costituito, fino all’invenzione della polvere da sparo, da arcieri e balestrieri, che si appostavano in combattimento dietro le feritoie e i merli. Due moschetti a miccia anteriore, del ‘400, furono rinvenuti in una cisterna del vecchio maniero. Durante la dominazione borbonica le cortine del forte erano protette da 25 pezzi di artiglieria i quali furono tolti dopo il 1861. Uno rimase dimenticato e regge ora la mensola di un terrazzino del paese.

Nel 1271 fu da Carlo D’Angiò ai Cavalieri dell’ordine Gerosolimitano.

Nel 1487 fu rafforzato da Alfonso II D’Aragona con torri merlate e muri di cinta.

Nel 1717 duchi Criveli lo adattarono a piccola reggia.

______________________________________________________________________________________________

Cappella della Madonna del Carmine

Descrizione

Nel centro storici di Rocca Imperiale si trova la 400entesca cappella di San Giovanni e la Cappella della Madonna del Carmine, entrambe con facciata a capanna.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa della Madonna della Nova

Descrizione
Detta anche cappella delle Cesine è attualmente inclusa tra i santuari designati dalle autorità ecclesiastiche nei quali i fedeli possono usufruire delle indulgenze Giubilari. Costruita ad opera di un principe pellegrino.

Come vuole la tradizione la cappella delle Cesine, detta anche della Madonna della Nova (attualmente inclusa tra i santuari designati dalle autorità ecclesiastiche nei quali i fedeli possono usufruire delle indulgenze Giubilari), è stata costruita ad opera di un principe pellegrino che, secondo una leggenda dopo essere stato vittima di un naufragio ed essere sbarcato sulle nostre coste, si ritirò sulla altura posta innanzi alla zona del naufragio in eremitaggio raccolto in preghiere di ringraziamento per aver avuta salva la vita. Si narra che l’immagine del principe figurasse sulle pareti della vecchia chiesetta ma oggi quest’immagine non c’è più, come è scomparsa anche l’immagine della Madonna alla quale il principe si è rivolto.
L’episodio sopra citato, si pensa sia accaduto attorno al 1400, infatti l’istituzione della festa religiosa della Visitazione risala al 1380 per decreto di Papa Urbano VI , promulgato poi dal suo successore Bonifacio IX.
L’effigie sacra della Madonna è riprodotta su tela a olio e misura 110 x 90 cm.
Il quadro dovrebbe risalire al 1583 e rappresenta una delle pagine più stupende del vangelo ovvero la visitazione della Beata Vergine Maria che accoglie sua cugina Elisabetta chinata verso di lei e le sfiora il ginocchio con ala mano.
Il dipinto della Visitazione che oggi si venera oggi, però, non è quello originario, come non è originario il tempio, che nel corso della storia ha subito almeno tre trasformazioni.
Non si hanno testimonianze riguardo la celebrazione delle feste del’’epoca, ma si sa per certo che la solennità del 2 luglio divenne patronale subito dopo l’invasione turca del 1644.
Il 29 Giugno di quell’anno, infatti, comparve, all’orizzonte della nostra spiaggia, una flotta turca formata da cinquanta galee.
In totale circa due o tremila uomini armati sbracarono sulla nostra spiaggia, questi circondarono le mura della cittadina mentre la popolazione dormiva.
Gli abitanti svegliati di colpo e non avendo opportunità di difesa, trovarono rifugio nel castello.
I turchi , nonostante l’assedio, non riuscirono a sfondare le mura della roccaforte, incendiarono molte case e anche la chiesa madre, della quale si salvò solo il campanile.
In quest’occasione, il popolo raccolto tra le mura del castello, nella notte tra l’1 e il 2 di luglio rivolto in preghiera verso la chiesetta della Nova, fece voto di solennizzare in perpetuum quella data qualora fosse stato allontanato il pericolo incombente.
La grazia, avvenuta il giorno seguente, venne ritenuta dagli sopravvissuti come un segno di aiuto divino, del quale bisognava mantenere sempre viva la riconoscenza e il ricordo attraverso le generazioni future.
Nel 1772, il territorio rocchese attraversò un lungo periodo di siccità, che mise a serio rischio l’agricoltura locale.
Questo fece porre ancora tanta fiducia nella Madonna. e la sacra immagine venne portata in processione dalla cappella in campagna alla chiesa madre.
Appena giunti con il quadro all’interno della chiesa in paese, un abbondante pioggia cadde giù dal cielo e fu linfa vitale per i campi e quella fu un ottima annata.
In questo modo dunque nacque la devozione di rilevare l’effige sacra dal Santuario delle Cesine, il sabato in Albis, e di tenerla in venerazione nella chiesa madre fino al 2 luglio.
In questa data venne indetta una fiera, sostituita poi attorno al 1888 con quella del 28 maggio alla marina.
Per questa e per altre grazie ricevute, la sacra immagine venne incoronata dal capitolo vaticano il 1 luglio 1948.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa di Sant’ Antonio

Descrizione
Situata all’ingresso del Centro storico, è inclusa nello splendido complesso del monastero. Vi si festeggia Sant’ Antonio di Padova il 13 Giugno.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa San Giovanni

Descrizione
Chiesa del XIV sec, opera degli artigiani locali.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa del Rosario

Descrizione
Le prime testimonianze risalgono al 1628. L’esterno è caratterizzato da un portale sormontato da una monofora.

______________________________________________________________________________________________

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.