BENI CULTURALI ROSETO CAPO SPULICO

BENI CULTURALI ROSETO CAPO SPULICO

Castello “ Castrum Roseti”

Descrizione

 Il Castello di Roseto Capo Spulico, denominato Castrum Roseti, è il più antico maniero ed è situato nel cuore del centro storico di Roseto Capo Spulico. Fu eretto nell’alto medioevo, probabilmente in epoca normanna, e conserva in parte il suo impianto originale. Attualmente è sede del Museo Etnografico, ed è proprietà del comune dopo esser stato donato dalla famiglia Lillo, ultimi proprietari del maniero.

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Castrum Petrae Roseti

Descrizione

Il Castrum Petrae Roseti (Castello della Pietra di Roseto) è un castello fortificato a difesa della costa dell’Alto Ionio Cosentino, situato sul litorale costiero, risalente ad epoca normanna, ricostruito nel Duecento per volontà dell’imperatore e re di Sicilia Federico II di Svevia. Fu eretto su un preesistente luogo di culto cristiano, a sua volta innalzato su un antico tempio dedicato alla dea Afrodite. Rimaneggiato più volte fino al secolo XVI. È sito in Roseto Capo Spulico, a picco sul mare sul Promontorio di Cardone. Il maniero era di importanza strategica nel periodo dei Normanni in quanto segnava la divisione della Contea di Sicilia tra Roberto il Guiscardo e Ruggero, suo fratello. Sorge su un avito monastero basilianonormanno. Non lontano vi era il piccolo borgo di pietra di Roseto, oggi Roseto Capo Spulico. Il castello è di forma trapezoidale ed ha tre torri, di cui una merlata e più alta rispetto alle altre. Vi sono ampi saloni di rappresentanza all’interno (visitabili), ed all’esterno si possono vedere cisterne e scuderie. La struttura attuale non è, però, interamente medioevale: numerosi sono stati i rifacimenti che hanno completato e modificato l’aspetto originale della fortezza. La struttura attuale non è antecedente al secolo XVI, pur conservando alcune antiche tracce rinvenute nei recenti restauri. Lo scoglio incudine è un piccolo faraglione caratteristico che si trova in mare, sotto il Castrum Petrae Roseti. È detto anche “pietra dell’incudine”. La tradizione vuole che, tra il 1204 e il 1253, durante il regno di Federico II, il castello custodì la Sacra Sindone.

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Il centro storico

 Di notevole interesse è il centro storico, posto su di una bella altura digradante verso il mare. Risalente al Medioevo, possiede belle stradine e vicoletti che spesso offrono scorci panoramici sul mare. Il centro storico è raggiungibile da una strada provinciale panoramica, lunga 3 km e in salita che si stacca dalla Strada Statale 106 Jonica. Prima di giungere a Roseto centro si attraversa la piccola frazione Civita. Nel centro storico si trovano gran parte dei monumenti storici del paese.

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Chiesa di San Nicola di Bari

Descrizione

La Chiesa di San Nicola di Bari è la matrice di Roseto Capo Spulico. Fu eretta nel XIII sec. Su un preesistente cenibio basiliano. Presenta una facciata sobria ad ingresso unico, affiancata da un campanile; l’interno è a navata unica.

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Chiesa di Santa Maria della Consolazione

Descrizione

La Chiesa di Santa Maria della Consolazione, denominata anche Chiesa dell’immacolata, è situata nella parte alta del centro storico di Roseto Capo Spulico, in una piazzetta da cui è possibile ammirare un suggestivo panorama. Fu eretta nel XVI sec. E conserva nella facciata principale i resti di un antico sarcofago raffigurante un vescovo. Sulla facciata sobria e rifinita in pietra a faccia vista, si innalza un campanile a vela. L’interno è a navata unica.

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Il lungomare degli achei

 Il lungomare degli achei si trova nella frazione Marina di Roseto Capo Spulico. È lungo 1.5 chilometri e negli ultimi anni è diventato il cuore del turismo estivo dell’Alto Ionio Cosentino. Vi è lungo il percorso un ampio marciapiede panoramico. Lungo questa strada si trova la Piazza Azzurra. Subito dopo il Castrum Petrae Roseti si congiunge con la Statale 106 Jonica, che nel tratto rosetano si presenta molto stretta e tortuosa ed a picco sulla spiaggia circondata dalla macchia mediterranea. Dall’anno antecedente, esattamente del settembre del 2010 Roseto ha ottenuto un riconoscimento onorario da parte dell’organizzazione comunale italiana e da parte del ministero del turismo. Roseto Capo Spulico, per via del mare limpido dal colore smeraldo e per via dei fondali che offrono una scenografia sottomarina mirabolante, è ad oggi la perla calabra che ha ottenuto la riconoscenza ministeriale per il mare più bello d’Italia. Nel 2014 sono iniziati i lavori di riqualificazione del lungomare e della vicinissima via Olimpia. I lavori sono terminati nel giugno del 2014.

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Museo Etnografico

È un particolare museo della memoria storica di Roseto Capo Spulico, realizzato da Leonardo Salomone. Espone numerosi reperti di vita quotidiana di Roseto Capo Spulico, quali: utensili, attrezzi, foto, libri, ecc… collocati in diversi sezioni. Il museo si trova nel cuore del centro storico, in una sezione dell’antico Castello “Castrum Roseti”.

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Scoglio incudine e il promontorio del castello

Descrizione

Il caratteristico scoglio ad incudine sotto al castello. Lo scoglio incudine si trova lungo la spiaggia sottostante al Castello e al Granaio, a loro volta arroccati sul piccolo Promontorio di Cardone (o del Castello) al termine del Lungomare degli Achei. Viene popolarmente chiamato Il fungo del Castello (vi si può notare che ha la forma di un fungo) ed è il simbolo oleografico di Roseto e dell’Alto Ionio Cosentino in quanto è presente in molte stampe d’epoca e cartoline.

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Cappella dell’Immacolata
Descrizione

Costruita attorno al 1500, custodisce una serie di opere d’arte quali la settecentesca Madonna con bambino e Angeli, l’Addolorata -di autore ancora non identificato-, la seicentesca Adorazione dei Pastori, la statua lignea dell’Immacolata (verosimilmente del Settecento), una particolare lastra con una figura vescovile trecentesca e un’altra con angeli reggi-stemma con la scritta “Italiano”, oggi non più leggibile. Quest’ultima probabilmente era il coperchio della tomba di un bambino di quella famiglia. Si affaccia in una deliziosa piazzetta, detta “davanti alla Cappella”, da cui si può godere di un suggestivo panorama sulla zona rurale di Roseto.

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Fontana di San Vitale

La legenda vuole che sia stata costruita da San Vitale di Castronuovo (Asceta), venuto a risiedere da queste parti per il suo isolamento. La zona era popolata da criminali e san Vitale riportò un clima di pace e di cordialità. I residenti vollero erigere riconoscenti una chiesa dedicandola a san Basilio con a fianco una fontana dalla quale sgorga pochissima acqua che non si esaurisce neanche nei mesi più torridi. Altri documenti storici ne fanno una fonte di acqua salutifera per gli ammalati.

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Pertugio del Pizzo
Porta di accesso al borgo medievale del Castrum Roseti.

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Granaio

Viene descritto in un documento storico come “magazzino attiguo al castello, ben coverto a due ali e ben grande, ad uso di conservar vettovaglia”. La presenza di acquasantiere con delle croci fanno supporre che fosse un vecchio luogo di culto cristiano.
Trasformato in deposito di resina fu incendiato nei primi anni del ‘900.

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Porta della Terra
Porta di accesso al borgo medievale, detta così perché da questa si era soliti uscire per andare a lavorare in campagna.

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Grotte dei defunti
Luogo leggendario cosi chiamato a causa delle numerose gallerie sotterranee di cui è ricco il centro storico. Esse sorsero per garantire agli abitanti una via di fuga in caso di pericolo e si pensa che, in epoca medievale, fossero utilizzate come cimiteri.

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Palazzo Barone
Edificato  nel 1821 da maestranze locali, il Palazzo Barone o Mazzario, fu proprietà di varie famiglie Baronali, dai Collice ai Ferrari fino ai Mazzario.  Fu sede del municipio e delle scuole elementari fino al 1957, data in cui fu avvolto da un incendio. Restaurato nel 2003.

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