BENI CULTURALI TREBISACCE

BENI CULTURALI TREBISACCE

Bastione di Trebisacce

Descrizione

Il “Bastione di Trebisacce” è considerato il “balcone dello jonio” in virtù della sua panoramica posizione da cui è possibile ammirare il Golfo, il Mar Jonio e le pianure di Sibari e Metapont. Il sistema murario che fu costruito per la difesa dell’antico abitato nel XVI sec. Il sistema difensivo aveva come funzione principale la salvaguardia della costa, il Bastione delle mura viene denominato “il balcone dello Jonio” per la sua posizione che consente di ammirare il golfo di Taranto e la piana di Sibari. “Notevoli i resti della cinta muraria sul lato sud-est del centro, distrutto nel 1576 dai corsari di Occhialì. Fece parte prima della contea di Chiaromonte, poi dei vasti possedimenti dei Sanseverino e infine del Vescovo di Cassano allo Jonio”.

______________________________________________________________________________________________

Cappella di San Giuseppe

Descrizione

La Cappella richiama motivi di architettura rurale spontanei. E’ situata in un bosco di pini alle pendici del Monte Mostarico, all’interno sono conservate le statue di S. Giuseppe e Santa Filomena. I quadri in terracotta, del giovane artista Antonio Russo, ricordano episodi della via Crucis.

______________________________________________________________________________________________

Cappella Sant’Antonio Abate

Descrizione

Costruita agli inizi del Novecento, presenta un piccolo altare con una nicchia. Nel 1909 per volontà del Vescovo Pietro La Fontaine venne dotato della Statua di S. Antonio Abate. Il 17 gennaio la festa ripropone antiche usanze come la benedizione degli animali da cortile, giochi popolari tra rioni, l’incanto pubblico dei prodotti agro-alimentari locali.

______________________________________________________________________________________________

Chiesa Madre di San Nicola di Mira

Descrizione

L’impianto dell’edificio risale al secolo XI per la presenza di elementi di toni bizantini quali la cupola a cerchi concentrici degradanti di tegole ed un campanile basiliano sormontato da cuspide poligonale; l’interno è a tre navate e risulta rimaneggiato due volte, nel periodo barocco e poi nel 1792. Dai lavori di restauro del 1994 sono venuti in luce il Cristo Ligneo citato e l’antica statua di S. Antonio Abate protettore degli animali e del fuoco.

Cristo Ligneo

Crocifisso in legno di pioppo di incantevole bellezza, venuto in luce nella Chiesa Madre di S. Nicola di Mira nel 1994; è stato restaurato dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici, AA.AA. e SS. della Calabria. Si presume di epoca risalente al 1400, ma per l’essenzialità del volto, la lunghezza del corpo e degli arti privi di proporzioni ricorda esempi del Seicento. È un’opera fortemente intrisa di caratteri popolari che rappresenta il sentimento diffuso presso una comunità di credenti del più autentico cristianesimo.

Pala Settecentesca

Esposta nella navata destra della Chiesa di S. Nicola di Mira, la Pala raffigura la SS. Trinità, ben evidenziati i significati dell’opera come la luce sui personaggi che si diffonde dall’alto dove è ripresa la colomba, simbolo dello Spirito Santo, il Padre è personificato in una figura maestosa, Gesù è piegato, spoglio, il suo volto e gli occhi sottolineano l’incarnazione, il sacrificio, la Redenzione.

______________________________________________________________________________________________

Porta dell’Annunziata

Descrizione

Porta dell’Annunziata è l’unica porta del sistema difensivo, rimasta intatta nei secoli, attraverso cui si accedeva al paese dopo la lunga scalinata. Le altre porte che difendevano Trebisacce sono quella di San Leonardo, San Martino, S. Antonio (o Antuòno).

______________________________________________________________________________________________

Chiesa dell’Immacolata
Ricca di statue processionali e opere d’arte.

______________________________________________________________________________________________

Museo e Parco Archeologico Broglio di Trebisacce
Broglio di Trebisacce
Via Savoia
Proprietà e gestione. Comunale.
Telefono: 0981550211 (Centralino del Comune)
Telefono: 0981550236 (Enzo Roseto, referente per prenotare visita)
Orari di apertura. 8:00/14:00 tutti i giorni (chiamare prima)
Ingresso. Gratuito
Visite guidate. Previste nel sito archeologico in Agosto.

______________________________________________________________________________________________

Museo etnografico “Ludovico Noia”dell’Arte Olearia e della cultura contadina
Comune di Trebisacce
Via dei Massari
Telefono: 338.9510816 (Piero de Vita, direttore del Museo)
www.trebisacce.net
Museo privato. Prenotazione obbligatoria nella stagione invernale per i giorni feriali.
Orario di apertura: In estate 10:00/13:00 – 16:30/21:00 (prolungabile su prenotazione). In inverno sabato e domenica 10:00/13:00 – 15:30/19:00 (apertura Lunedì e Venerdì su prenotazione)
Ingresso: Gratuito.
Visite guidate: Previste.
Nella stagione invernale il Museo è visitabile solo sabato e domenica (stessi orari estate).
Come arrivare: Dalla SS.106 si prende l’uscita verso Trebisacce centro storico. Il museo si trova in Via dei Massari ed è accessibile a piedi. Parcheggio in Piazza Calvario oppure Piazza Ferrari, dietro la Chiesa Madre.

______________________________________________________________________________________________

Giardini di Trebisacce
Sono gli agrumeti e rappresentano la principale risorsa del settore agricolo. Si trovano nella zona nota come “vigne” perché prima della coltivazione degli agrumi (arance, limoni) in quei terreni si coltivava la vite. La varietà principale del frutto è il “biondo”che  matura tardivamente e rinomato per  il gusto intenso.

Agrumeti a Trebisacce

Spicchi di mare, spicchi di terra. Spicchi di un passato che ancora vive attraverso il verde, l’arancio e il giallo degli agrumeti, ognuno dal sapore inconfondibile, con una storia di eccellenza legata da spesse radici alle tradizioni del passato. Nell’Alto Jonio Cosentino uno dei fiori all’occhiello della produzione alimentare è sicuramente quella legata alla coltivazione di agrumi, ortaggi, ulivi e viti. Furono i greci a bonificare i terreni, quando sbarcarono sui lidi di Calabria per fondare nuove città, e a trasformare le zone pianeggianti e le pendici delle colline in enormi distese di vigne. Ne sono un esempio la piana di Sibari ed il monte Mostarico, dalla cui vetta si può godere la vista del golfo di Corigliano. Sembra che questo monte debba il suo nome proprio al fatto che i suoi fianchi fossero ricoperti di vigne, e che fossero state create delle condutture di terracotta che permettevano al vino di raggiungere facilmente la costa scivolando lungo le sue pendici. Al mattino gli uomini andavano in vigna e le donne agli uliveti. I secoli sono trascorsi con questa alternanza, finché nel 1880 tutto cambiò. Per le terre di Trebisacce la vigna non era infatti sufficientemente redditizia, bisognava fare qualcosa per risollevare il paese, bisognava andare controcorrente e dire addio alle viti. Si cercava una novità che potesse prosperare con il clima locale, e la risposta agli interrogativi sul da farsi venne dal Portogallo: da qui venne importato un tipo di arancia che maturava più tardi rispetto alle comuni varietà già conosciute: il biondo tardivo, che è oggi uno dei prodotti più importanti, fregiato del titolo di PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), fra le eccellenze italiane. Le arance di Trebisacce vengono coltivate in una zona denominata “i Giardini”, 100 ettari circa nella parte più meridionale del paese, e raggiungono la maturazione ad aprile.

Fino al 1960 esse venivano vendute a “migliare”, cioè a migliaia, o a “mmuzzo”, ossia ad occhio, mentre oggi se ne può acquistare naturalmente anche soltanto qualche chilo. Il GAL Alto Jonio Federico II sta da tempo elaborando un programma di valorizzazione e commercializzazione del prodotto tipico che confermi il risveglio delle varie associazioni e istituzioni verso un agrume di pregio da riqualificare e rilanciare secondo le nuove tendenze di mercato, nonché il recupero ambientale dei “giardini di Trebisacce”: dell’architettura rurale, dei fabbricati, dei sentieri, dei canali di irrigazione e di quant’altro rientri nella tipologia d’uso dei giardini. Grande attenzione viene prestata alla qualità e quindi a tutte le fasi della produzione, grazie anche all’introduzione di nuove tecniche ed innovazioni tecnologiche utilizzate per la coltivazione. L’obiettivo è legato al turismo rurale, alla salvaguardia e al rilancio sul mercato di un frutto particolarmente prelibato, com’è l’arancia della qualità “biondo di Trebisacce”.

______________________________________________________________________________________________

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.