EVENTI ROSETO CAPO SPULICO

EVENTI ROSETO CAPO SPULICO

ROSETOESTART2018 è pronto per regalarvi un’estate ricca di divertimento… 36 eventi che spaziano dalla musica, al teatro, al cinema, alla danza, alla cultura, alle tradizioni, al cabaret, alla gastronomia…insomma, ce n’è per tutti i gusti…

E’stArt 2018 si presenta con una veste grafica totalmente rinnovata, frutto di un grande lavoro di studio e di ricerca in cui nulla è stato lasciato al caso. Dall’inizio alla fine di questo viaggio, #RosetoEstart2018 sarà il vostro punto di riferimento, attraverso una campagna comunicativa importante che passa dal tradizionale formato cartaceo ai più moderni canali web e social.

Non potevano mancare gli appuntamenti ormai consolidati, come le Serenate a Federico II, che quest’anno avranno due ospiti d’eccezione, il popolare attore Ettore Bassi e la divina Patty Pravo, e il Corteo Storico Federico II, la rievocazione medievale dedicata allo Stupor Mundi. Spazio anche alle festività in onore di S.Anna e S.Rocco, con le celebrazioni religiose accompagnate dai festeggiamenti civili con musica e gastronomia. Confermati gli appuntamenti con gli artisti di Suoni e Suggestioni di una notte di mezza estate, con l’esplosione di colori dell’Holy Colors e l’energia dello Schiuma Party, entrambi con interessanti novità… Si riconferma tra gli eventi più attesi il Peperoncino Jazz Festival, con due serate di altissimo spessore e ospiti di caratura internazionale come Scott Hamilton…
Spazio ai più piccini con Miss and Mister Baby Birba e Pompieropoli, e ai più grandi con gli Incontri di Musica Popolare, la presentazione del libro “Pensando a te” di Giuseppina Mormandi, e il teatro di Master Faber e il tributo a Fabrizio De Andrè… E poi ancora alla gastronomia, con la III Festa Territoriale Slow Food e la Sagra del Tartufo di Pizzo e della Struncatura…
Ci sarà da ridere con la comicità del noto cabarettista Dado, con la commedia teatrale “Cornuti e contenti”, e con “Lasciami per Sempre”, il film diretto da Simona Izzo girato a Roseto Capo Spulico.
Doppio appuntamento con il Premio Capo Spulico, e con la danza del CSD Skenè e dell’Accademia Ballerina dei Sogni. Musica e intrattenimento per tutte le età insieme ad Alibi Live Tour, alla musica etnofolk di Emilio Spataro, al Karaoke di Rock and Lucio, e all’adrenalina dei Magicomio. Il Giro di Mezzanotte illuminerà il centro storico, e sempre a mezzanotte, nella notte delle stelle cadenti, l’arco ionico si illuminerà con lo spettacolo di fuochi pirotecnici di Riflessi sullo Ionio.

Sarà un’estate davvero per tutti, con un occhio particolare ai più giovani… Dal 10 al 12 Agosto, infatti, Roseto sarà in diretta radiotelevisiva con Radionorba ON THE BEACH. La radio del Sud porterà i suoi Speaker e i suoi Dj in diretta da Piazza Azzurra, per tre giorni di musica, animazione, gadget, e tanto divertimento.
E infine c’è lui…il BLUE SUMMER FEST 2018, l’evento live per celebrare la Bandiera Blu, con due artisti tra i più seguiti nel panorama musicale italiano. Direttamente dal noto talent show Amici, il Dj Set del rapper Biondo, già Disco d’oro con il suo album Dejavù… e per concludere, torna in tour con i suoi più grandi successi, una delle voci più talentuose della musica pop italiana… #fuoriceilsole, Supermartina, Infinite volte, Siamo uguali, sono solo alcune delle sue hit tra le più ascoltate sui digital store… sul palco del Blue Summer Fest 2018… LORENZO FRAGOLA!!!
#ROSETOESTART2018… UN’ESTATE DA VIVERE…UN’ESTATE CON NOI…

Roseto Capo Spulico: Festa Delle Ciliegie

La Festa delle Ciliegie è ormai diventato un appuntamento da non perdere nel ricco panorama di eventi che Roseto Capo Spulico offre ai Cittadini e ai suoi Ospiti. La Ciliegia De.Co. di Roseto è senza dubbio uno dei marchi identitari del territorio, e nel tempo ha saputo affermarsi nei mercati nazionali grazie al suo inconfondibile gusto e alla sua indiscussa bellezza, frutto del grande impegno e della lungimiranza dei produttori, ma anche grazie ad una attività di marketing e di promozione del prodotto a 360 gradi portata avanti dall’Amministrazione Comunale.

Anche quest’anno, per la Festa delle Ciliegie, giunta alla sua VI edizione, non potevano mancare i momenti di confronto e di dibattito con esperti del settore agroalimentare di caratura nazionale, e l’ampio spazio dedicato alla degustazione della nostra “regina in rosso” in tutte le sue declinazioni. In più, oltre al consueto spazio dedicato allo show cooking, show eat e show restaurant con la conduttrice di “A Casa Tua TV” Anna Aloi – trasmissione in onda su Telespazio TV sul canale 19 del DTT – la Festa delle Ciliegie 2018 ospiterà il noto presentatore Luca Sardella e la troupe di “Parola di Pollice Verde”, in onda ogni sabato su Rete4. Un’altra grande occasione, quindi, per mettere in mostra questa eccellenza assoluta del territorio incastonata nella suggestiva cornice del Borgo Autentico di Roseto Capo Spulico, sotto i riflettori di importanti TV regionali e nazionali.
Si comincia, dunque, Sabato 2 Giugno, alle ore 18.00 con il convegno dedicato a “La Ciliegia più bella d’Italia al servizio del territorio: politiche integrate di sviluppo delle eccellenze agricole del territorio”. Al tavolo dei relatori, insieme al Sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia e all’Assessore alle Politiche Agricole, Giuseppe Nigro, e moderato dalla conduttrice televisiva ed esperta di agroalimentare regionale, Anna Aloi, il Sindaco di Albidona, Filomena Di Palma; il Direttore Generale CIA Calabria, Franco Belmonte e il Direttore Nazionale dell’Associazione Nazionale Città delle Ciliegie, Carlo Conticchio.
Alle ore 19.30 l’apertura degli stand gastronomici e la musica popolare del Gruppo Folklorico Pro Loco di Castrovillari
Domenica 3 Giugno a partire dalle ore 19.30 si accendono i riflettori sulla Ciliegia Più Bella d’Italia 2016 nonché Migliore Ciliegia d’Italia – Qualità Ferrovia 2017, con lo Show Cooking di “A Casa Tua TV” insieme ad Anna Aloi, e con Luca Sardella, che porterà Roseto e le sue Ciliegie nella sua trasmissione “Parola di Pollice Verde” su Rete4. La serata sarà allietata dalla musica dei “Giramondo” e dalla simpatia di Clown Gionni e del suo spettacolo itinerante tra i vicoli e le piazze del Centro Storico di Roseto Capo Spulico.

 

 

Una visita a Roseto Capo Spulico tra vinelle e pammedìe

Quelli che transitano per la costa jonica da a Taranto a Reggio e viceversa, sia in auto che in treno, toccano da vicino uno dei vecchi castelli della Calabria: l’imponente maniero di Roseto Capo Spulico; è bellissimo non solo d’estate. E’ passaggio obbligato per arrivare in Sicilia. Qui, si sono fermati personaggi famosi: l’eremita San Vito, che estese le sue propaggini religiose fino alla Lucania; l’imperatore  Federico II, col suo stuolo di falchi; il cardinale Fabrizio Ruffo che fece la marcia della Santa fede, l’abate di Saint e tanti altri viaggiatori stranieri. Il folklore di Roseto inizia proprio dal castello che cade a picco sul mare; il poeta e scrittore Dante Maffia, che ha varcato i più vasti confini della letteratura italiana, ma resta sempre il più noto personaggio di questo paese, ci parla anche delle pammedìe: l’Isola di Monte Sardo, il leone chiuso nel palazzo Mazzario. Nel cuore di Maffia resta anche il dialetto di sua madre. Invece, l’altro poeta locale, Rocco Franco, ci fa riscoprire la parlata dei contadini, piegati nelle “carmàte” del grano appena mietuto. In una masseria di questo castello il barone don Pietro Mazzario avrebbe offeso il suo mulattiere e il forèse Giovanni Labanca, i quali datisi al brigantaggio, lo fecero sequestrare dalla banda di Antonio Franco. Se volete conoscere qualcosa della storia di Roseto, leggete il libro di Salvatore Lizzano: prima si chiamava Pietra Roseto, dal 1491 all’800, passò sotto i feudi dei Carafa,  Serra, Guaragna, Lanzino Ulloa, i Ferrari di Cosenza e i Mazzario. Nel 1799 fece parte del cantone di Tursi, e nel 1811 fu aggregato al Circondario di Amendolara. Se non ci fosse il pericolo frane, è incantevole non solo il castello federiciano ma anche l’abitato che sorge sul monte sovrastante. E’ sempre il Padula a restarne meravigliato: «Siamo tra le carrube; da Roseto in poi le case sono belle, sono ad un piano, parte di calce e parte di creta. Il lido scoglioso è di buono approdo»; infatti, si dice che vi si imbarcavano, di notte, i primi emigranti clandestini  dei nostri paesi. Le Memorie di Francesco Stigliano ci forniscono altre tradizioni di Roseto, come «il gelataio dal collo taurino, che portava sempre il basco». Qui, è recentemente scomparso un altro poeta che dicevano rimanesse “sconosciuto”: Nicola Trebisacce, i cui epigrammi prendono in giro, uomini e cose di Roseto. Nel centro storico sono famose le vinelle, i vicoli stretti e ormai anneriti dal tempo; sulla piazzetta in cima al paese c’è la statua di Santo Tòtaro. Entriamo nella  chiesa madre, dedicata a S.Nicola di Mira, e due anziane che tengono ancora la corona del rosario in mano, ci dicono che  «il protettore del paese è San Nicola di Bari, ma il santo più amato è il nostro S.Rocco». Anche a Roseto i nomi più diffusi si richiamano ai santi: Rocco e Nicola; in tutti i nostri paesi del Sud, la gente si sente garantita dai santi avvocati. Una ragazza elogia i cibi locali, ma una volta si faceva vanto dei fichi «che erano assai», delle mandorle e anche delle carrube e dei capperi, come in Amendolara, Albidona, Cerchiara. Oggi a Roseto cercano di farsi spazio le ciliegie. Padula parla dei pirastri, degli ulivi che «sono moltissimi e danno fino a 18 tomoli, ma quando è buona annata, anche 30. Mancano le vigne». Chi ricorda più la lanata, che è fatta di tre rotoli di lana? E’ sempre Vincenzo Padula che ne parla. Si coltivano ancora il grano, le fave e i piselli, ma sono gustosi anche i fichi d’india, e i cacciatori parlano del bosco delle cùmmere, il bel corbezzolo che emerge nella vasta macchia mediterranea. Leggiamo sempre il Padula, ripreso nella tesi di Domenica Odoguardi: «Le donne indossavano calze bianche e gonna nera e verde-oliva, il grembiule, che chiamiamo ancora sinale; un  fazzoletto legato dietro la nuca. Romana; camicia bianca di tela, merletti ai polsi, sopra la camicia il corpetto. Gli uomini portano scarpe le zampitte, come le ciocie della campagna romana, pantaloni di panno nero, lunghi; camicia con il ristagnino, cappello cilindrico o a cono». Qui c’era una schiera di cantatori popolari; sentiamo canti d’amore, di Carnevale e della settimana santa. Cantano Antonio La Banca; Caterina e Antonietta Napoli; Carmela e Rocco Converti; Maria Maratea; Carmela La Ragione; Maria Antonia Vuodi; Pasquale Manera; Giuseppe Volpe, Leonardo Franco; Maria (Carolina) Fioravante; Francesca Paladino. Facciamo una escursione a piedi, per la campagna e fotografiamo i ruderi dei vecchi mulini ad acqua. «Qui si faceva anche la calce per le costruzioni, e le pietre di intaglio si trovavano in contrada Femina morta”. Per i prossimi mesi ci rivedremo in Amendolara e ad Oriolo.

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