INFORMAZIONI GENERALI TERRANOVA DA SIBARI

INFORMAZIONI GENERALI TERRANOVA DA SIBARI

Situato in zona collinare tra il fiume Crati e le estremità della Sila Greca, a circa 300 metri di altitudine, Terranova da Sibari si affaccia sulla Piana di Sibari.

Interessanti da visitare le chiese sparse per il territorio che custodiscono una grande parte del patrimonio storico-artistico di Terranova. Si inizia dalla splendida chiesa di Sant’Antonio, edificata nel Cinquecento, nel cui interno è presente un’importante cappella dedicata al Santo. Interessante anche la seicentesca chiesa di San Nicola di Bari, di origine trecentesca, ma con evidenti modifiche risalenti al XVI secolo; la chiesa di San Francesco di Paola, edificata per volere del principe Carlo Francesco Spinelli nel 1701 e la chiesa del Purgatorio, la Chiesa dell’Annunziata, con l’annesso convento degli Agostiniani. Da vedere anche: l’antica chiesa di San Pietro, mononavata con un particolare campanile con monofore; la chiesa di Sant’Antonio, posta nella parte alta del paese, edificata nel Cinquecento dai Minori Osservanti.

Del nucleo originario di questa chiesa, però, oggi non rimane molto se non il bel chiostro cinquecentesco e parte dell’abside. Interessante il portale in stile rinascimentale. Uno dei simboli del paese è la Torre Acquanova, una fontana rivestita a mattoncini con tre canali per l’acqua. Sopra la vasca si eleva una torre con orologio. Nel centro di Terranova, inoltre, si erge il castello feudale, edificato intorno al XII secolo per probabili scopi difensivi. Della struttura originaria oggi rimane solo la parte esterna, a pianta quadrata.

Uno sguardo anche alla tradizione culinaria del luogo, il cui piatto tipico è la “lagana, ceci e finocchio”, che si è soliti preparare il giorno di San Giuseppe. Molto rinomante anche le produzioni di olio d’oliva e le piantagioni di arance.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il patrimonio storico-artistico di Terranova segna una serie di complesse vicende che la rendono cittadina preziosa e ricca di opere d’arte. Di particolare interesse è la fontana principale del paese, Torre Acquanova, che ha alla base una lunga vasca con rivestimento a mattoncini e tre canali per l’acqua. Sopra si eleva una torre con orologio a base quadrata che reca una lapide marmorea con la scritta: “Auspice Francesco De Angelis il Municipio alla cittadinanza plaudente donava le acque nel maggio 1892″. Il nome “Acquanova” le è stato dato per ricordare che esisteva prima di questa data un altro acquedotto la cui condotta idrica era disposta su una serie di archi.

Architetture religiose

Di particolare rilievo le otto chiese sparse tra il centro storico e le zone ad esso adiacenti:

La chiesa del Convento di Sant’Antonio, (fondata nel 1542 dai Minori Osservanti) con cappella del Santo, altare marmoreo seicentesco, e con pala barocca;

La chiesa di San Nicola di Bari, (del 1600) il cui nome è legato al miracoloso ritrovamento di un antico crocifisso a dimensione umana di origini medievali. Presenta la facciata decorata con un busto, in pietra, di S. Nicola con all’esterno i rosoni di tipo cinquecentesco;

La chiesa di San Francesco di Paola (del 1701), eretta per volere del principe Spinelli e legata al loro mecenatismo religioso ed artistico che, conserva una tela del XVI sec. e con all’interno il ciborio ligneo del ‘600 a pianta ottagonale;

La chiesa del Purgatorio;

la chiesa dell’Annunziata; edificata con l’annesso convento degli Agostiniani, conserva vari dipinti, fra cui un San Vincenzo Ferreri di Saverio Ricci del 1740; una Crocifissione del 700; un sant’Agostinoelemosiniere del 1700; una Madonna della Cintura o Sacra Cintola tra i santi Agostino e Monica e una Madonna del Buon Consiglio del 1700;

La chiesa di San Pietro, sorta in epoca medievale e costituita da un invaso a navata unica e da un campanile con monofore. La piccola chiesa custodisce opere di eccezionale rilevanza storico-artistica a cominciare dalla nicchia con la Madonna e il bambino, di probabile fattura locale quattrocentesca, la cupola affrescata, le statue della Madonna del Rosario, della Madonna del Soccorso risalenti al Settecento, la statua dell’Ecce Homo e di San Pietro e altre opere meritevoli di attenzioni;

La chiesa del Soccorso di recente restauro;

La chiesetta della Madonna delle Grazie.

Architetture militari

Il Castello feudale

Si trova al centro del paese. Probabilmente fu edificato intorno al 1100 con scopi difensivi. Il primo principe che vi ebbe dimora fu Boimondo di Tarsia(1160). Passò poi ai Ruffo, a Maso Barrese, ai Sanseverino (sotto la titolarità del filoangioino Girolamo, che per aver partecipato alla congiura dei Baroni fu chiuso in un sacco e gettato in mare a Napoli, vi morì il principe Enrico d’Aragona) e, infine, agli Spinelli. Il castello, di cui è rimasta soltanto la struttura esterna, ha una pianta quadrata come quella della torre centrale sopraelevata. In origine era circondato da un fossato profondo e vi si accedeva per mezzo di un ponte levatoio. Oggi è di proprietà privata ed è in parte abitato (al pianterreno ha ospitato anche un ristorante e un pub). Gli ultimi feudatari, la famiglia Spinelli, nella prima metà del XVII secolo ingrandirono e arricchirono il maniero. Vi annetterono, infatti, una dimora principesca (il cosiddetto Palazzo del Principe che ha conservato un loggiato, suggestivi giardini pensili e l’imponente portale d’accesso con motivi a bugne e una decorazione a ventaglio sotto l’arco a tutto sesto) e un teatro di cui si può ancora ammirare la facciata monumentale in cui si apre un artistico portale, con arco a tutto sesto, impreziosito da colonne, capitelli corinzi, nicchie, mascheroni e trabeazioni di ispirazione rinascimentale. Nel teatro, che sorge tra il castello e il succitato palazzo (insieme formano un angolo), si davano rappresentazioni per allietare gli illustri ospiti del feudatario. Tra questi pare anche Carlo III di Spagna, anche noto come Carlo di Borbone, re di Napoli (Madrid, 1716 – Madrid, 1788), durante un suo soggiorno terranovese di tre giorni nell’anno 1735.

Il monumento ai caduti in guerra di Terranova da Sibari, una delle più importanti attrazioni culturali del piccolo paese, è uguale a quello che è ubicato nella piazza dei caduti del comune di Dasà in provincia di Vibo Valentia. L’opera è stata realizzata dal noto scultore Torquato Tamagnini, nato a Perugia nel 1886, che deve la sua fama proprio all’esecuzione di numerosi monumenti ai Caduti nel periodo seguente la I guerra mondiale.

Il Meteorite di Terranova da Sibari

Terranova da Sibari è famosa, anche alle cronache mondiali, per il particolare e altresì raro episodio della caduta di un meteoritedal peso di 3,5 kg[5][6] di cui purtroppo non si sono conservati frammenti o campioni, per questa ragione è per molti da ritenersi un caso di meteorite dubbia o pseudometeorite verificatosi nel mese di luglio dell’anno 1755 come riportano diversi documenti tra cui anche il prestigioso Catalogo delle meteoriti edito dall’Università di Cambridge. Al riguardo, il sig. Domenico Tata, il 10 agosto 1794, scrive a Gugl. Thomson una lettera pubblicata nel Libro Sopra una pioggetta di Sassi[7] di P.D. Ambrogio Soldani, concepita nei seguenti termini: “Mio caro amico. Io sto anche scrivendo attualmente intorno allo stesso fenomeno; Ma nonostante ciò non ho difficoltà di partecipare al P. Abate Soldani la notizia, che riguarda lo stesso fenomeno verificato nel mese di Luglio, ad ora di Vespro l’anno 1755. La pietra fu da me situata in una cassettina di noce con una lastra ed un letto di cotone, e messa nella libreria di Tarsia. Essa pesava sette libre, e once 7 ½ , ma se n’era perduta una porzione nel cadere. La campagna, ove cadde appartiene a Terranuova feudo di Tarsia, propriamente alle sponde del fiume Crate Long. 34.10. Latitud 39.50. Io porterò per esteso tutto l’esame che fu preso dagli spettatori del fenomeno. L’abbr., e sono il vostro vero servitore ed Amico Domenico Tata.”

Contatti:

Comune di Terranova da Sibari,Via Municipio 4, 87010 Terranova da Sibari CS

Telefono 0981 955004

Sito Web: http://www.comune.terranova-da-sibari.cs.it/

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