INFORMAZIONI GENERALI ALBIDONA

INFORMAZIONI GENERALI ALBIDONA

Albidona

Il comune di Albidona è situato nella regione Calabria in provincia di Cosenza ed è un piccolo comune di provincia e conta circa 1.800 abitanti.  Il piccolo centro sorge sulle alture del Monte Sparviere ed è caratterizzata da case basse e costruite con materiale povero. Albidona è situato sul versante orientale del massiccio del Pollino a pochi chilometri dal tratto settentrionale dello Ionio cosentino, a un’altitudine di circa 800 metri.

Probabilmente, il termine Albidona o Alvidonia deriva dall’ebraico significa “fiamma inferiore”, per distinguerla dalla “fiamma superiore”, corrispondente al Piano Senise (località posta a circa 1000 m s.l.m., a metà strada tra Albidona e Alessandria del Carretto); infatti, attestandosi a ciò, si potrebbe pensare all’esistenza di un antico vulcano spento nel territorio di Albidona.
Il nome del paese potrebbe derivare anche dalla sua posizione geografica, posta su tre colli (i tre “timpuni”: “cuastiell, front, guardiàn”) rivolti verso il mare (e quindi verso il sole che sorge), interpretando il termine “Albidona” come “…che dona l’alba”.

Un’antica leggenda vuole le origini del suo nome ispirate alla presenza in quel posto di un vulcano spento, chiamato Levidonia.

Secondo fonti antiche, Albidona sorge nei pressi delle rovine dell’antica città magno-greca Leutarnia, fondata dall’indovino Calcante, esule della guerra di Troia. Il comune è centro di notevole interesse geologico, legato principalmente agli studi sulla formazione del Flysch di Albidona, una conformazione che si estende lungo tutto il territorio di confine tra Calabria e Basilicata

Lungo le caratteristiche scalinate del centro storico è possibile godere di punti panoramici notevoli. La chiesa parrocchiale, dedicata al patrono San Michele Arcangelo (XVII sec.), è posta nel luogo dove un tempo sorgeva l’antico castello, nel punto più alto della città, dove lo sguardo si estende verso gli altri paesi del Pollino, il golfo di Corigliano e i monti della Sila.

Durante la festa in onore di San Michele, patrono di Albidona, che si svolge l’8 maggio, oltre alla processione si svolge un rito di origine pagana denominato pioca, in cui enormi esemplari di pino sono trasportati in paese accompagnati dalla musica popolare e vengono poi incendiati in enormi falò.

Nel pomeriggio del 13 giugno, in occasione della festa di sant’Antonio, si rinnova la tradizionale ndinna (albero della cuccagna). Qualche giorno prima della festa, un abete viene trasportato dai boschi vicini per le vie principali del paese, accompagnato dal suggestivo suono di organetti, tamburelli e zampogne. Nella festa di sant’Antonio la ndinna viene innalzata in piazza Convento e si dà inizio all’ambita scalata dell’albero. Un altro punto di osservazione è costituito dal monte Mostarico, dove sono situate alcune aree pic-nic e dove è possibile visitare l’eremo di sant’Elia e la Grotta dei Briganti.

Punti adatti alle escursioni sono Piano di Senise, Serra Manganile e Timpone Foresta, dove si possono ancora ammirare i resti di antichi mulini ad acqua.

Ottimi da degustare sono i taralli, le freselle, la salsiccia e il famoso salame crudo di Albidona. L’economia è prettamente agricola.

Comuni Confinanti

Alessandria del Carretto, Amendolara, Castroregio, Oriolo, Plataci, Trebisacce

Siti di interesse:

Il centro storico è suddiviso in diversi rioni (“vicinànz”):

Cuastièll (“Castello”): corrisponde al rione più antico ed è collocato nella parte più alta dell’abitato. Ospita la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo e gli storici palazzi signorili, oltre all’ex Municipio (oggi Biblioteca Comunale “S. Pertini”). Da qualche anno ospita una ricostruzione ex novo dei ruderi del Castello dei Castrocucco, che sorgeva in questo luogo probabilmente fino alla fine del XVIII secolo, oggi diventata anche rampa di lancio del Volo dell’Arcangelo, oltre che suggestivo punto panoramico, con vista a 360 gradi sul golfo di Taranto e di Corigliano, e sui monti del Pollino Orientale.

Chiazz (la “Piazza”): corrisponde all’area attigua alla storica “Piazza Risorgimento”, punto nevralgico del centro storico nei tempi passati.

Cummènt (“Convento“): ospita la Chiesa di Sant’Antonio, con i resti dello storico Convento. In piazza Convento si svolge annualmente il caratteristico rito della “Ndìnna” (albero della Cuccagna).

Sinti Piètr (“San Pietro“: da sempre centro dell’abitato, soprattutto con la nascita dei nuovi quartieri.

Sin Suatòr (“San Salvatore“): è il rione collocato nelle propaggini occidentali dell’abitato.

L’arrièr: letteralmente “ciò che sta dietro”, è uno storico rione posto nell’area nord-occidentale dell’abitato.

Sinti Ruòcche (“San Rocco”): prima della nascita dei nuovi quartieri, rappresentava la parte più periferica, posto a sud-est, dell’abitato. Ospita la Chiesa di San Rocco e il Monumento ai Caduti. Con lo sviluppo dell’abitato verso la periferia meridionale e orientale del comune, il nome dello storico rione è stato esteso anche alla parte più nuova, che si estende lungo Via Principe Umberto.

  • A questi occorre aggiungere i moderni quartieri che si sono costituiti con il rinnovamento edilizio avvenuto dagli anni ’60 ad oggi:

Pràine: prende il nome dallo storico Praine i Mast Giguanne, il pero selvatico collocato oggi nella parte più nuova dell’abitato, che in passato rappresentava (in quanto posto poco oltre la periferia del paese) un simbolo di saluto e di partenza di tanti emigrati, nonché di commiato verso i defunti, che venivano condotti verso il cimitero.

Marlètt (“Marletta”): prende il nome dal canale Marletta, affluente del torrente Pagliara, rappresenta l’area più moderna dell’abitato. Ospita l’odierno Municipio, la Guardia Medica, la Scuola Secondaria di Primo Grado, la Scuola dell’Infanzia, l’Ufficio Postale, nonché alcune attività commerciali di riferimento.

Chian Jiment (“Piano Giumenta”): sorto dagli anni ’70, grazie all’opera di edificazione in particolare di molti emigranti, ospita alcune delle attività commerciali, nonché la Farmacia.

Pietàt (“Pietà“): ospita un agglomerato di case, nonché le “Case Popolari”, posto nei pressi della storica Cappella della Pietà. È conosciuta anche come frazione Cutùra.

  • Torre di Albidona, di forma cilindrica, sovrasta il mare da una altura nei pressi di un bosco di pini d’Aleppo.
  • L’Armo di Mastroromano, un’imponente scultura geologica composta da conglomerato di arenaria, scenario di suggestive leggende, ma anche parte di quel vasto fenomeno geologico, denominato flysch di Albidona, consistente in una stratificazione rocciosa (sotterranea ed emergente) che dal Tirreno passa per Albidona e arriva fino in Lucania

Monumento ai caduti di tutte le guerre

Monte Mostarico

Chiese e altri edifici religiosi albidonesi:

Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo

Chiesa della Madonna del Cafaro

Chiesa di Sant’Antonio da Padova

Chiesa Madonna della Pietà

Chiesa di san Rocco

Contatti:

Comune di Albidona, Vico II Principe Umberto, 87070 Albidona (CS)

Telefono: 0981 52001

Pec: E-mail: sindaco@comune.albidona.cs.it   E-mail certificata: comune.albidona.cs@legalmail.it

Sito web del comune: http://www.comune.albidona.cs.it/

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