PRODOTTI TIPICI ALBIDONA

PRODOTTI TIPICI ALBIDONA

Cucina – Prodotti tipici albidonesi

 Per chi passa per la prima volta da queste parti è consigliabile fermarsi a degustare tutti gli squisiti piatti e salumi tipici della cultura Albidonese, che vanno dalla classica “soppressata Calabrese” ai più tradizionali “funghi, salsiccia e uova”, “gliummarielli” e “sangue di maiale con pomodoro e peperoni”. In particolare d’estate, oltre alla ormai collaudata “Sagra della salsiccia” vengono organizzate dal comune, varie manifestazioni culinarie all’aperto dove è possibile assaggiare sapori e piatti della tradizione locale; d’inverno invece l’appuntamento immancabile è con le “Crespelle di Natale”; mentre nel periodo Pasquale il pane degli Albidonesi diventa la “Cullura”, che è tipica di quel periodo e che viene usata, appunto, come alternativa al pane classico fatto in casa che è un’altra tradizione (e specialità) che ancora resiste nelle case e nelle famiglie della maggior parte degli Albidonesi

Salame crudo di Albidona

Albidona vanta anche uno dei prodotti tipici riconosciuti a livello nazionale nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali calabresi: il salame crudo di Albidona. Il prodotto è chiamato in dialetto albidonese “sazizza”, un insaccato di carne di maiale di forma allungata (20–25 cm), reso leggermente piccante dall’aggiunta di pepe nero e pepe rosso. Viene prodotto nella stagione invernale (da dicembre a febbraio), quando avviene la macellazione dei maiali, allevati durante l’anno in ambito familiare. I suini vengono sezionati e si selezionano le diverse parti destinate a vari utilizzi (prosciutto stagionato crudo, “capicollo”, “boccolaro” -guanciale-). La carne destinata a diventare salame viene impastata con sale, pepe nero e rosso e poi gli intestini dello stesso maiale vengono utilizzati per contenere la carne impastata che, stagionata, diventerà salame. Può essere consumato subito dopo la preparazione (“sazizza ‘rristut” = salsiccia arrostita sulla brace) o dopo circa un mese da quando viene posto sulla pertica (“a virighe”) ed è detta “sazizza cerosa”, ma può essere destinata al consumo anche dopo un tempo più prolungato di stagionatura (“sazizza tost”).

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